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La selezione extravergine Santa Vittoria si presenta
alla vista di colore giallo dorato scarico, limpido; all'olfatto
si esprime complesso, potente ed elegante, dotato di ricche
note vegetali con erbe fresche aromatiche, verdure di campo
e ampi toni di mela golden acerba.
Al gusto è fine e deciso con toni di carciofo, mentuccia,
rosmarino e mandola dolce in chiusura. Amaro e piccante spiccati
ed armonici. E' eccellente su marinate di pesce azzurro, zuppe
della tradizione toscana, crostacei al guazzetto e carni rosse
alla griglia.
Dalla
guida "L'extravergine", ediz. 2004 a
cura di M. Oreggia
L'etichetta mette in rilievo l'espressione "raccolta
precoce", preparandoci alla fragranza che questa pratica
fa supporre.
Nei fatti l'extravergine Santa Vittoria conferma quest'anno
il carattere di finezza ed equilibrio da noi riscontrato nei
prodotti delle annate precedenti.
Il colore dorato di buona intensità, i profumi erbacei
molto freschi e la pasta dolce e voluminosa, sostenuta da
leggera vena amaro-piccante, costituiscono un quadro armonico
a cui manca forse solamente un pò di persistenza.
Da "2003 - Guida agli extravergini",
Slow Food Editore.
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L'azienda, che continua
ad inanellare successi anche in campo enologico, è
decisamente in crescita e quando i vigneti e gli oliveti,
in gran parte di impianto recente, raggiungeranno la maturità,
ci si possono aspettare ulteriori miglioramenti. Assaggiando
l'extravergine del 2001 abbiamo avuto conferma di questa
sensazione. Il prodotto infatti, con la sua assoluta freschezza,
testimonia l'acquisita piena padronanza dei fattori che,
nelle varie fasi della produzione,
consentono di far esprimere al meglio il potenziale qualitativo
delle olive.
Il profumo, di buona intensità, è ampio e
ricco di fresche note di erbe aromatiche. Il corpo dolce
e fluido accompagna la bella continuità gustativa,
impostata su sensazioni amaro - piccanti coerenti con gli
aromi in bocca, vivaci e persistenti, che si aprono in un
lungo e gradevole finale.
Un olio di grande equilibrio, fresco ed elegante.
Da "2002 - Guida agli extravergini",
Slow Food Editore.
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